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ANNA COSTANZA 

Anna è stata un'amica di percorso e di conoscenza importante. 
Ci ha unito la reciproca stima e fiducia, nonché la passione, la lotta e l'amore per gli "Orfani Speciali".
Grazie Anna per tutto.
Anna Costanza Baldry , psicologa e criminologa, ricercatrice in Psicologia Sociale, professoressa ordinaria dell’ insegnamento di Psicologia Giuridica e Investigativa del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, scomparsa prematuramente nel 2019. Anna Baldry ha dedicato la sua vita alla tutela delle donne e dei bambini vittime di violenza, attraverso la ricerca, la formazione, i programmi di prevenzione. I suoi ultimi lavori si sono concentrati sul tema degli orfani speciali. Per l’impegno e la dedizione su questi temi, nel novembre 2015 Anna Baldry è stata insignita del titolo di Ufficiale di Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

https://youtu.be/aGA7Ou8tQrY
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CON ANNA PER TESTIMONIARE ESPERIENZE DI VITA 05-07-2017 E 27-10-2017
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https://www.radioradicale.it/scheda/513867/presentazione-del-libro-orfani-speciali-conseguenze-psicosociali- su-figlie-e-figli

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INCONTRO DEL 23-06-2022

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INCONTRO DEL 25 NOVEMBRE 2019 A SCANDICCI


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​STORIE REALI PER LA PREVENZIONE DELLE VIOLENZE 

25 NOVEMBRE 2021

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GIORNATA INTERNAZIONALE......ANNO 2022 

Parliamo di donne e figli che vivono la violenza in famiglia.

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GIORNATA DEL 25 - 11 - 2019 
Eravamo presenti 

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10 LUGLIO 2025 - Storie di donne e riscatto 
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Andrea Laurea magistrale
anno accademico 2020-2021

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 https://www.giornaledelbisenzio.it/news.php?cat=2&id=8202#google_vignette

GIORNALE DEL BISENZIO

Violenza di genere ed orfani di femminicidio: intenso incontro a CiviCa

Parlare di femminicidio (e degli orfani di questo efferato crimine) non solo il 25 novembre, perché le donne continuano a morire ogni giorno.
Con questo obiettivo è stata organizzata a CiviCa ieri, venerdì 16 gennaio, da Ornella Rosolino l'iniziativa, molto partecipata ed intensa per la rilevanza di alcuni contributi, “Nuovo delitto di femminicidio e vecchio delitto di stupro: a che punto è il contrasto alla violenza contro le donne?”.
Un ennesimo momento di riflessione, anche molto forte per le testimonianze emerse ma necessario, per continuare a tenere alta l'attenzione sul tema della violenza di genere.
Il Comandante dei Carabinieri della Compagnia di Signa Agatino Roccazzello ed il Maresciallo dei Carabinieri del Comando di Calenzano Stefano Asdrubali hanno introdotto parlando della parte relativa al lavoro dell'Arma e degli aspetti legislativi legati ai reati di violenza, atti persecutori e codice rosso, aggiungendo l'importanza dell'accoglienza e dell'ascolto quando una donna varca la soglia di un Comando per una denuncia. Asdrubali ha inoltre parlato con estremo orgoglio di un caso, seguito direttamente, di una donna assoggettata al marito anche dal punto di vista economico a cui i Carabinieri di Calenzano sono riusciti a trovare una collocazione lavorativa.
Estremamente significativa la testimonianza di Silvia Permoli, fondatrice della casa famiglia “Io sono Mio”, che dal 2005 ospita orfani di femminicidi, che ha sottolineato come questi minori siano reduci da molteplici traumi, in quanto l'omicidio della madre è solo l'ultimo di una lunga serie di abusi a cui hanno dovuto assistere anche precedentemente. Traumi che ovviamente danno conseguenze fisiche e psicologiche di lungo, lunghissimo corso, e che probabilmente non guariranno mai del tutto.
Stefania Magrini dell'Associazione Mara Baronti ha parlato della vittimizzazione secondaria cui sono purtroppo soggette le vittime di femminicidi da parte della stampa e istituzioni. «La violenza domestica non fa notizia - ha detto - e quindi non se ne parla, eppure non è mai un fatto privato in quanto sopraffazione».
Molto incisivo anche l'intervento dell'avvocata Licia D'Amico di “Insieme a Marianna”, associazione che prende il nome da Marianna Manduca, uccisa dal marito nel 2007 nonostante le reiterate denunce. Per il suo omicidio lo Stato è stato condannato a risarcire i suoi figli, dopo una battaglia durissima portata avanti «per tutelare un diritto singolo che è un diritto collettivo».
Alcuni brani del suo diario, dove riportava le vessazioni subite dall'ex marito, sono stati letti dalla presidente del Consiglio comunale Sandra Vannini e dal regista teatrale Gionni Voltan.
L'associazione si è costituita parte civile anche nel processo sul femminicidio di Giulia Cecchettin e D'Amico ha assistito alcune ragazze vittime di stupri da parte del “branco”.
Al termine dell'incontro sono intervenute anche l'associazione "Maschio per obbligo" (che mediante il teatro ed incontri nelle scuole porta avanti progetti di comunicazione sessuo-affettiva e di relazioni tra pari sia con i ragazzi che con la componente genitoriale), l'associazione Sale in Zucca («Essere qui oggi significa ribadire che la violenza non si combatte da soli e che una comunità attenta può davvero fare la differenza»).
Hanno concluso le assessore alla Cultura e alle Politiche sociali Martina Banchelli e Simona Pieri. Quest'ultima ha sottolineato l'attivazione del progetto "OrientarSi" mediante cui operatori si potranno mettere in contatto con i giovani sui temi psicologici e di educazione alla sessualità.

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